News

Il prossimo 10 luglio si chiuderà la prima fase di accreditamento dei Ricercatori e dei Docenti Associati al FAABR, il fondo istituito dal MIUR  per la ricerca di base, inteso ad assegnare ai proponenti un contributo di 3000 euro entro la scadenza del 2017. I fondi saranno assegnati al 75% dei Ricercatori facenti domanda, e al 25% degli Associati, in proporzione alla numerosità delle richieste.  E’ importante, di conseguenza, una cospicua risposta al bando. La procedura di accreditamento appare semplice, occorre aggiornare le proprie pubblicazioni relative al quinquennio 2012-2016 sul proprio sito docente Cineca (https://loginmiur.cineca.it/ - oppure sul corrispettivo utilizzato dalla propria Università) e proseguire sul medesimo sito,  cliccando la finestra sulla destra,  alla voce “Finanziamento delle attività base di ricerca”,  compilando il modulo relativo.

La Galleria di palazzo Buonaccorsi a Macerata: nuove letture e prospettive di ricerca per il Settecento europeo

Macerata, 21- 23 giugno 2017

 

Il convegno è promosso dall'Università di Macerata, Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo e dalla Sisca (Società italiana di storia della critica d'arte), associazione nazionale che raccoglie storici dell'arte impegnati nello studio della critica d'arte, della museologia e della storia del collezionismo, in collaborazione con il Comune di Macerata.

Vi interverranno oltre trenta studiosi italiani e stranieri le cui proposte sono state selezionate da un comitato scientifico che raccoglie i maggiori esperti dell'arte del Settecento.

La Galleria dell'Eneide di palazzo Buonaccorsi fu "riscoperta" negli anni '60 del '900 da grandi storici dell'arte anglosassoni, come Dwight Miller e Francis Haskell, che la consacrarono come monumento chiave dell'intero Settecento europeo. Scopo del convegno è far meglio conoscere quest'opera così importante, oggi al centro del percorso museale della città di Macerata, attraverso un dialogo fra diversi metodi della ricerca storico-artistica: indagine documentaria, attribuzionismo, critica d'arte, iconografia, storia culturale.

Il convegno si articolerà quindi in 4 sessioni divise in 3 giornate dedicate ad "Artisti e committenti", "Tipi spaziali e spazi del collezionismo", "Parole e immagini: letture iconografiche" e "Pubblico, ricezione, fortuna critica".

Nell'ultima giornata del convegno, venerdì 23 giugno, al termine dei lavori, i presenti potranno compiere in compagnia dei convegnisti un itinerario di visita ad alcuni dei monumenti settecenteschi di Macerata, come la basilica della Misericordia e palazzo de Vico, che custodisce un importante ciclo pittorico di Giovanni Anastasi (1703-1704), mentre nel pomeriggio sarà possibile prendere parte a una visita guidata alla villa Buonaccorsi di Potenza Picena, residenza di campagna della famiglia maceratese, altra perla del patrimonio culturale della regione, grazie al palazzo e al giardino all'italiana, popolato di sculture ispirate alla mitologia e al teatro contemporaneo.

Il convegno vuole infatti essere insieme momento di studio e approfondimento e occasione di conoscenza e divulgazione ad un pubblico anche di amatori e cittadini, nella consapevolezza che il ruolo della ricerca universitaria possa essere anche quello di contribuire alla valorizzazione del ptrimonio culturale del territorio.

 

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Alla Sapienza Università di Roma il 25 e il 26 maggio 2017 il convegno sul patrimonio artistico della Puglia e dell'Italia meridionale prima e dopo Aubin-Louis Millin, a cura di Anna Maria D'Achille e Antonio Iacobini.

Call for papers (deadline 15 luglio 2017)

 

Patrimonio e calamità: la parte degli storici dell’arte

Una giornata di riflessione e dibattito organizzata dalla CUNSTA

Roma, settembre 2017 (giorno da definirsi)

 

La Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte organizza una giornata di riflessione e discussione, aperta a tutti, dedicata al contributo specifico della storia dell'arte (e soprattutto degli storici) alla prevenzione e alla gestione delle crisi legate a catastrofi naturali, come terremoti e alluvioni. Un incontro che scaturisce dalle tragiche conseguenze delle scosse che tra agosto e ottobre del 2016 hanno devastato l’Italia centrale, ma anche dalla consapevolezza di quanto fenomeni del genere abbiano storicamente messo a nudo la fragilità del nostro patrimonio culturale e la necessità di impegnarsi nella sua difesa. Incontro tanto più necessario proprio in un momento in cui la distruzione è tale e tanta da far apparire inadeguate le risorse umane e materiali dispiegate per risanare il cuore monumentale di ogni comunità colpita.

L’obiettivo è in prima battuta quello di riflettere sulla responsabilità sociale degli storici dell’arte e sul rapporto stretto fra ricerca e tutela del patrimonio, ragionando anche in prospettiva storica e proponendo punti di vista che trascendano la mera cronaca. Se le attenzioni sono istintivamente rivolte a quanto è accaduto tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo negli ultimi mesi, si vuole evitare un’insistenza esclusiva su questi fatti, cui sono già stati dedicati molti incontri pubblici anche in sedi accademiche; al tempo non si vuole programmare la mera replica di importanti seminari di studio e approfondimento già avviati da varie istituzioni, come il Kunsthistorisches Institut di Firenze. Vorremmo infatti riflettere sul rapporto fra storici dell’arte e catastrofi almeno dall’Unità italiana ad oggi, ma con insistenza peculiare sul contributo degli storici sia sul versante intellettuale che su quello operativo, e in definitiva sul rapporto tra ricerca, professioni umanistiche e politica urbanistica e culturale. Dovremmo così interrogarci su cosa abbiano fatto, di volta in volta, gli storici dell'arte davanti ai singoli terremoti. Ovvero in che misura i terremoti siano presenti nella storiografia artistica. Noi studiamo davvero i terremoti e le loro conseguenze attraverso le lenti della storia dell'arte e del restauro? In che misura si parla di terremoti nella nostra didattica? La fragilità del patrimonio non dipenderà anche da una fragilità dei nostri strumenti intellettuali? In che misura la buona storia dell'arte incide sulla buona politica?

L’incontro vorrebbe però anche parlare di ricadute concrete, cioè del ruolo che ogni storico dell’arte, in quanto tale e magari interno a un’organizzazione, può e deve concretamente svolgere sul campo in una situazione di crisi. Si vuole dunque dare ampio spazio a esperienze, laboratori e progetti particolarmente significativi, realizzati o allo studio, in cui questo ruolo sia particolarmente incisivo. Si tratti di iniziative didattiche o di rapporti di collaborazione virtuosa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Protezione Civile e la pubblica amministrazione in genere, il bilancio di queste attività, se realizzate, o la valutazione delle loro potenzialità, se ancora in corso o da realizzare, potrà fornire stimoli efficaci sia alla tutela che alla ricerca. Dobbiamo quindi chiederci in quale misura e attraverso quali processi gli storici dell’arte possono fornire e/o formare personale qualificato per affrontare le emergenze, nello spirito della mozione del Consiglio superiore dei Beni Culturali, approvata a Matelica il 20 marzo scorso, che recepisce diversi orientamenti già matuyrati in seno alla nostra Consulta. Al termine della giornata sarà formalizzata la nascita di una sorta di associazione, promossa proprio dalla Cunsta, che mira a garantire, in caso di calamità, il contributo degli storici dell’arte con accreditamento istituzionale e dunque un’immediata funzionalità operativa. L’incontro servirà insomma a capire a che cosa serve la storia dell’arte, a ogni livello, davanti a una catastrofe; e che cosa davvero può fare.

Tutti coloro che intendono partecipare alla giornata con un intervento – non necessariamente soci della Cunsta – sono calorosamente invitati a mandare una proposta, con titolo, qualifica e un breve riassunto, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 15 luglio. Chiediamo comunicazioni brevi e calibrate, da contenere entro i quindici minuti, in modo da concedere spazio a molte voci e a una discussione che confidiamo intensa e produttiva.

La giornata è a cura di Paola D’Alconzo, Grazia Maria Fachechi, Ilaria Miarelli Mariani, Fulvio Cervini. Per ogni comunicazione, si prega di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Resoconto in sintesi della riunione della Consulta dell’AREA 10, tenutasi a Roma l’8 giugno 2017, con la partecipazione dei rappresentanti al CUN di area 10, Baldessari, Dovetto, Tinaburri e dei Presidenti o loro delegati delle Consulte e associazioni disciplinari di area.

Per la CUNSTA era presente la collega Giovanna Capitelli, membro del Direttivo

 

  1. Comunicazioni di Guido Baldassarri: 

- opposizione al modello di selezione fondato sui panel ERC (e non sui SSD) per la distribuzione e l'assegnazione delle cattedre Natta (posizione avversa del CUN e, pare, anche dell'ANVUR);

- conferma dell'incontro del 6 luglio alle 11 in via Ippolito Nievo 35 tra la delegazione AREA 10 e l'ANVUR a proposito dell'espansione orizzontale della validità delle riviste di classe A (per ora negoziazione solo interna  ai 6 SUB-SETTORI di area);

- conseguenze della sentenza della corte costituzionale relativa alla distribuzione del costo studenti: ritardo nella ripartizione delle risorse FFO agli atenei.

- Una commissione ministeriale ha studiato i 65 regolamenti per i concorsi redatti dagli atenei e ha rilevato le enormi difformità esistenti (in particolare sulle modalità di costituzione delle commissioni). Secondo Baldessarri. è necessario intervenire per garantire una maggiore uniformità. Da settembre è bene che si lavori anche su questo punto.

- Incontro sui collaboratori linguistici il 16 novembre 2017, nell'aula Aldo Moro del Senato.

- Nella riorganizzazione del CUN, Francesca Dovetto è stata nominata vicepresidente della Comm. Didattica che lavora sulle modifiche degli ordinamenti. 

  1. Riviste di fascia A

Nell'ultimo incontro con l'ANVUR è stato accettato il principio generale della validità delle riviste di classe A di un subsettore per gli altri compatibili, fra i 6 sub-settori in cui è stata articolata l’Area. È tuttavia importante non fermarsi e trattare con l'area 11 per estendere in una fase successiva la validità anche a riviste di quell'area (caso storici dell'arte e musicologi). È già uscito il bando per la costituzione del nuovo gruppo ANVUR di valutazione delle riviste. Si discute sugli effetti distorsivi delle misure che privilegiano sugli altri prodotti scientifici gli articoli in riviste di fascia A. Nuova riunione dell'assemblea, per preparare il lavoro prima dell'incontro con l'ANVUR (e per sciogliere alcuni problemi legati ai sub-settori) del 6 luglio, fissata il 28 giugno (sarà comunicato dove e a che ora). Si decide inoltre di preparare un breve comunicato dell'AREA 10 contro l'uso discriminante delle riviste di fascia A per l'accreditamento dei docenti ai collegi dei dottorati di ricerca.

  1. Formazione insegnanti

24 CFU complessivi per accedere al concorso per percorso FIT [in cui rientrano quattro categorie di insegnamenti, psico-pedagogici, antropologici, e didattiche disciplinari, [vedi DL 13 aprile 2017, n.59 pubblicato in GU il 16 maggio, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00067/sg]. Necessità di un regime transitorio (che permetta agli studenti ora in corso di avere strumenti per recuperare i cfu, eventualmente un semestre aggiuntivo). Tuttavia B. dubita che queste misure vadano avanti spedite, anche perché le prossime aperture massicce per posti d'insegnamento sono previste da qui a un biennio almeno. In ogni caso il dossier è quasi pronto (ringrazia tutti per i materiali forniti, fra cui è compresa una declaratoria per la didattica disciplinare di Storia dell’arte) e sarà consegnato il prossimo lunedì al Ministero.   

  1. Costruzione di un'agenda di lavoro dell'Area 10: continuare a lavorare sulle riviste di fascia A; sui futuri criteri dell'ASN; sui dottorati di ricerca dell'area umanistica; sulla revisione delle classe di concorso; sui collaboratori linguistici.

 

Newsletter

Iscriviti per ricevere le nostre notizie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookies policy.