Call for papers (deadline 15 luglio 2017)

Patrimonio e calamità: la parte degli storici dell’arte

Una giornata di riflessione e dibattito organizzata dalla CUNSTA

Roma, settembre 2017 (giorno da definirsi)

La Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte organizza una giornata di riflessione e discussione, aperta a tutti, dedicata al contributo specifico della storia dell'arte (e soprattutto degli storici) alla prevenzione e alla gestione delle crisi legate a catastrofi naturali, come terremoti e alluvioni. Un incontro che scaturisce dalle tragiche conseguenze delle scosse che tra agosto e ottobre del 2016 hanno devastato l’Italia centrale, ma anche dalla consapevolezza di quanto fenomeni del genere abbiano storicamente messo a nudo la fragilità del nostro patrimonio culturale e la necessità di impegnarsi nella sua difesa. Incontro tanto più necessario proprio in un momento in cui la distruzione è tale e tanta da far apparire inadeguate le risorse umane e materiali dispiegate per risanare il cuore monumentale di ogni comunità colpita.

L’obiettivo è in prima battuta quello di

riflettere sulla responsabilità sociale degli storici dell’arte e sul rapporto stretto fra ricerca e tutela del patrimonio, ragionando anche in prospettiva storica e proponendo punti di vista che trascendano la mera cronaca. Se le attenzioni sono istintivamente rivolte a quanto è accaduto tra Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo negli ultimi mesi, si vuole evitare un’insistenza esclusiva su questi fatti, cui sono già stati dedicati molti incontri pubblici anche in sedi accademiche; al tempo non si vuole programmare la mera replica di importanti seminari di studio e approfondimento già avviati da varie istituzioni, come il Kunsthistorisches Institut di Firenze. Vorremmo infatti riflettere sul rapporto fra storici dell’arte e catastrofi almeno dall’Unità italiana ad oggi, ma con insistenza peculiare sul contributo degli storici sia sul versante intellettuale che su quello operativo, e in definitiva sul rapporto tra ricerca, professioni umanistiche e politica urbanistica e culturale. Dovremmo così interrogarci su cosa abbiano fatto, di volta in volta, gli storici dell'arte davanti ai singoli terremoti. Ovvero in che misura i terremoti siano presenti nella storiografia artistica. Noi studiamo davvero i terremoti e le loro conseguenze attraverso le lenti della storia dell'arte e del restauro? In che misura si parla di terremoti nella nostra didattica? La fragilità del patrimonio non dipenderà anche da una fragilità dei nostri strumenti intellettuali? In che misura la buona storia dell'arte incide sulla buona politica?

L’incontro vorrebbe però anche parlare di ricadute concrete, cioè del ruolo che ogni storico dell’arte, in quanto tale e magari interno a un’organizzazione, può e deve concretamente svolgere sul campo in una situazione di crisi. Si vuole dunque dare ampio spazio a esperienze, laboratori e progetti particolarmente significativi, realizzati o allo studio, in cui questo ruolo sia particolarmente incisivo. Si tratti di iniziative didattiche o di rapporti di collaborazione virtuosa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Protezione Civile e la pubblica amministrazione in genere, il bilancio di queste attività, se realizzate, o la valutazione delle loro potenzialità, se ancora in corso o da realizzare, potrà fornire stimoli efficaci sia alla tutela che alla ricerca. Dobbiamo quindi chiederci in quale misura e attraverso quali processi gli storici dell’arte possono fornire e/o formare personale qualificato per affrontare le emergenze, nello spirito della mozione del Consiglio superiore dei Beni Culturali, approvata a Matelica il 20 marzo scorso, che recepisce diversi orientamenti già matuyrati in seno alla nostra Consulta. Al termine della giornata sarà formalizzata la nascita di una sorta di associazione, promossa proprio dalla Cunsta, che mira a garantire, in caso di calamità, il contributo degli storici dell’arte con accreditamento istituzionale e dunque un’immediata funzionalità operativa. L’incontro servirà insomma a capire a che cosa serve la storia dell’arte, a ogni livello, davanti a una catastrofe; e che cosa davvero può fare.

Tutti coloro che intendono partecipare alla giornata con un intervento – non necessariamente soci della Cunsta – sono calorosamente invitati a mandare una proposta, con titolo, qualifica e un breve riassunto, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 15 luglio. Chiediamo comunicazioni brevi e calibrate, da contenere entro i quindici minuti, in modo da concedere spazio a molte voci e a una discussione che confidiamo intensa e produttiva.

La giornata è a cura di Paola D’Alconzo, Grazia Maria Fachechi, Ilaria Miarelli Mariani, Fulvio Cervini. Per ogni comunicazione, si prega di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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