Relazione incontro congiunto 12 luglio con i Ministri Valeria Fedeli e Dario Franceschini

 

L’incontro si è aperto con l’intervento del Prof. Giuliano Volpe che ha ripreso alcune delle considerazioni che aveva già svolto nell’incontro in Aula con il CUN del 17 maggio. Si è detto, come docente universitario, conscio delle scarse relazioni tra Università e MiBACT, ma ha anche detto che l’ampliamento delle discipline che interessano il settore dei BBCC determina la rottura dell’isolamento degli specialismi indirizzando verso una visione olistica. Ha sottolineato l’importanza della comunicazione con la cittadinanza e l’incentivazione di una partecipazione attiva e ha ricordato la firma italiana (27 febbraio 2013) della Convenzione di Faro. Ha ricordato, poi, le radicali riforme portate avanti dal Ministro Franceschini e il ruolo importante della nascita, all’interno delle Soprintendenze uniche, del settore “educazione e ricerca”. Ha citato il protocollo del 19 marzo 2015 tra MiBACT e Università,

tornando a presentare i “policlinici” dei BBCC. Ha ribadito la necessità di partire dalle Scuole di Specializzazione: ridurne il numero; portarle a 3 anni; pensare a una retribuzione per gli specializzandi impiegabili nelle biblioteche, nei musei, nei parchi archeologici… Ha infine detto che dovrebbero nascere dei corsi di studio specifici: è necessario, per i BBCC, un impegno comune e anche l’elaborazione di progetti europei congiunti tra Università e Soprintendenze; migliorare l’accesso ai dati e favorire la libertà di ricerca sancita dalla nostra Costituzione (ha definito “retaggio borbonico” la “concessione di scavo”). Ha auspicato, in chiusura, la nascita di un tavolo tecnico congiunto.

 

Il secondo intervento è stato quello della nostra presidentessa, Prof. Carla Barbati, che ha iniziato ricordando la presenza di tutte le discipline all’interno del CUN, nonché il compito primario dell’organo che è quello di definire i percorsi didattici. Ha ribadito anche la più volte indicata necessità di ammodernare i percorsi formativi. Si è concentrata poi sui Master di primo e secondo livello che nell’ambito dei BBCC superano in numero le sedi Universitarie italiane e che offrono una formazione molto spesso di scarsa qualità. Ha ricordato che tutela e salvaguardia non sono sufficienti e che è essenziale il ruolo della valorizzazione. Si è chiesta se non sia necessario pensare a una classe di laurea apposita o almeno a chiare linee guida per le Università. In chiusura d’intervento ha affermato che il settore dei BBCC ha una grandissima possibilità di attrarre studenti stranieri che sono disposti a imparare la lingua e i corsi possono quindi essere offerti in italiano.

 

All’intervento della Prof. Barbati ha fatto seguito quello del Prof. Giovanni Carbonara il quale si è concentrato sul ruolo delle Scuole di Specializzazione auspicando il passaggio dal biennio attuale a un triennio di corso, in modo da poter ottenere il riconoscimento del titolo all’estero. In questa ottica, il terzo anno potrebbe costituire, ha detto il Professore, il momento di quell’auspicata collaborazione MIUR-MiBACT, perché potrebbe essere assolto dalla “Scuola del Patrimonio” interna appunto al MiBACT. In parallelo potrebbero essere anche sviluppati i “policlinici formativi” (definizione che non piace alla Ministra Fedeli!) in modo da consentire agli specializzandi di svolgere delle attività miste, tra università e uffici di tutela.

Differente, ha giustamente ricordato il Prof. Carbonara, è il ruolo del Dottorato di Ricerca che ha come obiettivo la ricerca specialistica: si dovrebbe, quindi, forse, ripensare la modalità di accesso alla carriera tecnico-scientifica nel MiBACT per dottori e specializzandi. Questi ultimi, infatti, hanno svolto un percorso tradizionalmente inteso come professionalizzante.

Nell’ambito degli studi di terzo livello, è stato ricordato anche il ruolo dei corsi di Master che per la loro natura giuridica non possono essere riconosciuti come titolo per l’accesso alla carriera nel MiBACT a meno che non ne venga formalizzato l’accreditamento.

Anche il Prof. Carbonara ha auspicato la nascita di un tavolo tecnico MIUR-MiBACT.

Terminati questi tre primi interventi, è stato il momento dei contributi programmati.

Per il CUN sono intervenuti:

- prof. Marco Abate (Coordinatore della Commissione 3 – Didattica) che ha sostenuto l’esigenza di formazione di figure ad hoc, attraverso corsi costruiti insieme MIUR-MiBACT soprattutto per le figure dei direttori dei musei e per le professioni tecniche al di là del restauro: tecniche informatiche per lo scavo; bio-chimica per il restauro, paesaggio… Ha ricordato, poi, la necessità, per la costruzione di nuovi percorsi didattici, della collaborazione con l’AFAM;

- prof. Guido Baldassarri il quale ha parlato sia in veste di componente del CUN, sia in quanto portavoce delle consulte disciplinari di Area10. Ha sottolineato l’importanza delle biblioteche e della digitalizzazione del patrimonio librario;

- prof. Marco Gobetti il quale ha centrato il proprio intervento sull’importanza dei paesaggi agrari (terroir) che caratterizzano l’Italia, la loro singolarità e identità da salvaguardare sia attraverso i piani di sviluppo locale, sia attraverso i piani paesaggistici: è necessaria, ha detto, l’istituzione di tavoli tecnici;

- Lucio Folcarelli (studente) ha ricordato l’importanza dello studio interdisciplinare per i BBCC, ma ha anche sottolineato, come criticità da non sottovalutare, la diminuzione del numero di studenti in questo settore;

- Valerio Fransesini (studente) ha puntato l’attenzione sulle Scuole di Specializzazione affermando che la frequenza per gli studenti è costosa in quanto le tasse d’iscrizione non sono basate sul reddito e spesso non è possibile ottenere delle borse di studio. Ha chiesto, poi, delucidazioni sulla Scuola del Patrimonio.

Per il MIUR-MiBACT sono intervenuti:

- Jane Thompson, membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici che ha chiesto di tornare a ragionare sui perché piuttosto che sui come, cioè sulle ragioni profonde dell’importanza dei nostri BBCC. Solo attraverso questa riflessione, ha detto, si può comprendere come comunicare la necessità della conservazione agli abitanti prima ancora che ai turisti.

- Francesco Scoppola, Direttore Generale per i Beni Architettonici e del Paesaggio (Educazione e ricerca) che ha ribadito, in un intervento molto breve, l’importanza dell’educazione al patrimonio culturale.

 

In chiusura sono intervenuti:

 

Ministro Dario Franceschini, il quale ha detto che è stata avviata la Scuola per il patrimonio e che non vi sarà alcuna sovrapposizione con i percorsi formativi già attivi in quanto si pone al di sopra di tutti. Ha ricordato l’importanza della comunicazione nel settore dei BBCC e di una formazione che abbia inizio dalle scuole, attraverso il turismo scolastico. Ha anche parlato di un “Erasmus cultura” per consentire uno scambio tra studenti relativo ad attività da svolgersi all’interno dei musei, dei teatri, …. E’ intervenuto anche sulla questione “digitalizzazione del patrimonio delle biblioteche” ricordando lo stanziamento di due milioni di euro per la Digital Library italiana (provvedimento del 10 marzo 2017). Ha sottolineato, poi, la “precarietà” del suo ruolo di Ministro, ribadendo però che l’importanza della giornata, del tavolo congiunto MIUR-MiBACT, deve portare a un accordo quadro che debba essere rispettato anche dai prossimi Ministri dei rispettivi dicasteri. Per quanto attiene la prova sul campo di questa attività congiunta, ha affermato l’esigenza di individuare 3/5 realtà territoriali in cui Università, Soprintendenza e Musei siano disposti alla sperimentazione di una attività didattica e di ricerca comune.

 

Ministra Valeria Fedeli, la quale ha affermato l’assoluta necessità di superare la frammentarietà e lo spontaneismo nelle iniziative congiunte MIUR-MiBACT. Per fare ciò è necessario rendere strutturale il rapporto tra i due Ministeri. Ha affermato, poi, la necessità di un rilancio qualificato delle funzioni dell’Università, dei percorsi professionalizzanti, delle Scuole di Specializzazione, del riconoscimento all’estero dei titoli; in sostanza ha evidenziato la necessità di evitare interventi puntuali, ma di svolgere piuttosto un ragionamento complessivo che tenga conto di tutti i livelli dei percorsi formativi.

Ha ricordato, poi, in chiusura, il DL n. 60 del 13 aprile 2017 sulla cultura umanistica e la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali.

 

La riunione si è conclusa con la promessa dell’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto tra MIUR (CUN) e MiBACT (Consiglio Superiore dei Beni Culturali e del Paesaggio).

Newsletter

Iscriviti per ricevere le nostre notizie

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookies policy.