All’ On.le Alberto Bonisoli

Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo

 

All’Arch. Francesco Scoppola

Direttore Generale Educazione e Ricerca

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo

 

   La Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte è particolarmente sensibile all’imminente nomina del nuovo direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, resa necessaria, com’è noto, dal pensionamento dell’architetto Gisella Capponi. Tale sensibilità è naturalmente legata all’importanza dell’Istituto, luogo forte e fondamentale della ricerca e della formazione: vera eccellenza nazionale che costituisce un punto di riferimento internazionale nel campo della conservazione dei beni storici, artistici e archeologici, nello spirito del grande progetto del suo fondatore e primo direttore, lo storico dell’arte Cesare Brandi.

   Il prestigio e la delicatezza dell’incarico richiedono un profilo di livello molto alto, che siamo sicuri non mancare tra gli attuali dirigenti di codesto Ministero. La Consulta chiede tuttavia che in sede di valutazione venga riservata una particolare attenzione all’opportunità che alla guida dell’Istituto torni uno storico dell’arte. Una figura professionale, cioè, che in ragione della propria formazione e della propria esperienza sul campo sappia incarnare al meglio storia e missione di un Istituto che ha affinato i suoi strumenti metodologici e tecnologici soprattutto in relazione alla tutela e al restauro dei manufatti storico-artistici. Al tempo stesso ritiene che la storia dell’arte debba riprendere ad occupare un ruolo centrale anche nella pianificazione ministeriale, soprattutto in ragione di una politica di conservazione del patrimonio che, come hanno dimostrato i recenti terremoti nell’Italia Centrale, ha bisogno più che mai di un crescente e corposo apporto degli storici dell’arte. Senza contare, naturalmente, che questa disciplina è il perno di conoscenze e competenze di restauratori professionalmente aggiornati e avanzati, come quelli che l’Istituto ha il delicato compito di formare.

   Crediamo pertanto che proprio gli storici dell’arte, meglio di altre figure professionali, possano interpretare adeguatamente questa tradizione e insieme raccogliere le sfide che attendono l’Istituto negli anni a venire. E dunque che la nomina di uno storico dell’arte alla sua Direzione possa rappresentare un segnale forte, al tempo stesso, di continuità e di rinnovamento: perché anche da questa nomina dipendono le sorti del restauro in Italia, e non solo a breve termine. Per questo ci sentiamo di suggerire calorosamente alla Vostra sensibilità una riflessione ulteriore in vista di una scelta ponderata, che assicuri il rispetto e il potenziamento di una vocazione e di una reputazione internazionale costruite e alimentate proprio dalla storia dell’arte.

   Con i migliori saluti 

Fulvio Cervini

Presidente della Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte

 

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