Incontro con Carla Di Francesco
Il 13 marzo u.s. il direttivo ha incontrato presso la sede della Biblioteca Nazionale di Roma il direttore della Scuola del Patrimonio, architetto Carla Di Francesco insieme alla coordinatrice dei corsi Martina De Luca, che ringraziamo.
Si è trattato di un incontro informale mirato a capire quali fossero gli obiettivi di questi corsi istituiti dal MiBAC. In sintesi sono emersi i seguenti dati (in parte anticipati dalla Di Francesco in un precedente incontro con i Direttori delle Scuole di Specializzazione). Premesso che la Scuola si colloca in un livello post-doc (il possesso del dottorato è un requisito per l’ammissione), è emerso con chiarezza che ai partecipanti non verrà rilasciato un diploma, ma semplicemente una certificazione. In vista di un concorso, l’avere frequentato il corso non dovrebbe quindi costituire un titolo preferenziale per l’accesso, né è prevista la trasformazione della scuola in un sistema di “corso concorso”. Su questo ultimo punto la Di Francesco è stata netta. In sostanza gli allievi della scuola non godranno di un canale preferenziale nell’accesso ai ruoli del ministero. Una certa cautela sul futuro della Scuola emerge anche dalla scelta di non fare partire i bandi per un nuovo ciclo biennale, ma di attendere la conclusione di quello avviato e poi di procedere a una valutazione ex post dei risultati. Il prossimo bando avrà quindi luogo solo dopo la conclusione del primo ciclo.
È stata poi illustrata la didattica. Qui mi pare sia emersa una difficoltà nell’offrire lezioni teoriche a un gruppo di studenti di formazione eterogenea e si altresì evidenziato il rischio di interventi rapsodici e non organici. La Di Francesco e la De Luca hanno sottolineato la netta preferenza per l’impianto seminariale che presuppone una attiva partecipazione degli studenti. Da questo punto di vista sono sembrati più interessanti le lezioni dedicate a casi concreti, ad esempio sui vincoli, oppure sulla preparazione di domande per i progetti europei, dove in entrambe i casi si è passati da “case studies” alla realizzazione pratica di vincoli o alla formulazione di progetti.
Altro aspetto importante sono i tirocini, campo nel quale l’innesto della Scuola del Patrimonio all’interno del MiBAC costituisce un evidente vantaggio. Va segnalato che nella scelta sono stati privilegiati i Musei autonomi che per il loro assetto organizzativo hanno una struttura e più agile e al momento maggiore solidità finanziaria, quindi maggiori capacità di progettazione.
La Di Francesco ha poi sottolineato come obiettivo dei corsi sia anche quello di creare una base comune di dialogo tra i tecnici di diversa professionalità presenti nel Ministero (archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari e storici dell’arte etc.), la cui mancanza storicamente ha creato non poche difficoltà nell’esercizio della tutela. Si tratta di un obiettivo didattico della scuola ma, evidentemente, al momento non se ne possono verificare gli esiti. La discussione si è poi soffermata sui caratteri delle diverse professionalità degli allievi. Nel caso degli architetti si è sottolineato come, accanto alla presenza maggioritaria dell’architetto restauratore, si senta la mancanza nei ruoli del ministero di quelli di formazione urbanistica e di pianificazione, particolarmente necessaria nell’affrontare le questioni del paesaggio e del recupero dei centri storici. Riguardo agli storici dell’arte la direttrice, che per sua esperienza personale li ricorda poco attenti al contesto giuridico nel quale operano, perché, a suo giudizio, nell’esercizio del lavoro, non si devono confrontare con una contro-parte tecnica (si potrebbe obiettare che nel seguire e periziare un restauro in realtà ciò avviene). Tuttavia in apparente contraddizione con questa affermazione si riteneva che gli Storici dell’arte con gli strumenti più idonei all’esercizio della tutela fossero quelli muniti di formazione con prevalente carattere storico rispetto a quelli che avessero seguito corsi di studio nei quali invece prevale l’impianto tecnico-professionalizzante. Se le cose stanno davvero così sarebbe la Caporetto dei Corsi in Conservazione dei BB.CC.