
Il Direttivo Cunsta invita tutti i propri membri a partecipare all’iniziativa Il valore del patrimonio culturale: confronti per una riforma possibile prevista per il prossimo martedì 22 marzo alle ore 10.30, a Roma, presso la sede dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.
Tale iniziativa, promossa da rappresentanti delle Consulte di Archeologia in calce, ci trova solidali, per l’essere del tutto in linea con le inquietudini espresse nel Comunicato Cunsta del 4 febbraio 2016. Ci sembra ora necessario avviare una discussione costruttiva e dichiarare la nostra presenza e dare il nostro contributo per quanto riguarda questioni rilevanti, soprattutto attinenti l’ambito della formazione e della ricerca (vedi l’istituendo Istituto Centrale di Archeologia, senza la Storia dell’Arte?, e la Scuola del Patrimonio).
Il valore del patrimonio culturale: confronti per una riforma possibile
Roma - Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte
22 marzo - ore 10,30
L'istituzione della Soprintendenza Unica Archeologia, Belle Arti e Paesaggio è ormai attuata per decreto ministeriale. Come è noto, essa costituisce la seconda tappa di un processo di riforma del MiBACT destinato ad essere concluso, da quanto si apprende dai media, con provvedimenti inerenti a un Istituto Centrale dell'Archeologia, nonché alla formazione, aspetto quest'ultimo di particolare interesse perché riguarda la qualificazione professionale dei giovani e le strutture universitarie preposte.
Tale processo ha sollevato giustificate critiche da parte del personale tecnico-scientifico delle soprintendenze ministeriali, delle associazioni dei professionisti che operano nel campo dell'archeologia, delle consulte universitarie di Archeologia e di Storia dell'Arte, di associazioni culturali e di studiosi italiani e stranieri di fama internazionale.
In particolare suscitano diffusa preoccupazione le modalità con cui si è pervenuti a tale radicale provvedimento che si colloca all'interno di un precedente intervento appena avviato con rilevanti difficoltà organizzative, i cui effetti non sono ancora verificabili.
Ugualmente critici sono stati l'assenza di analisi della situazione attuale e il mancato coinvolgimento delle componenti direttamente interessate per le rispettive competenze nel campo della tutela, della valorizzazione, della ricerca e della formazione.
Per tali ragioni ci sembra opportuno e urgente realizzare un'occasione di riflessione per aprire un confronto teso a conoscere, analizzare e discutere nel dettaglio i contenuti e le modalità attuative della riforma e per proporre un costruttivo contributo al processo in atto.
Il patrimonio culturale è un bene comune e il suo valore, presente e futuro, trova sostanza nella condivisione attiva e nella partecipazione democratica dell'intera comunità.
L'efficacia dell'incontro dipenderà dalla franchezza del dibattito e dalla partecipazione di quanti hanno a cuore la conoscenza, la salvaguardia e la promozione dei beni culturali.
Baldini, Baldoni, Bonetto, Bragantini, Brizzolara, Busana, Cadario, Campagna, Cantilena, Cerchiai, Cera, Ceraudo, Cicala, Coralini, Cuozzo, D'Acunto, De Cesare, De Maria, Depalmas, Faedo, Ferrara, Fiorillo, Garau, Giannattasio, Ghedini, Ghiotto, Giuman, Gorrini, Govi, Greco, Harari, La Rocca, La Torre, Leone, Lippolis, Liverani, Longo, Marchi, Menichetti, Michetti, Micozzi, Mugione, Olcese, Pardini, Pellegrino, Pizzirani, Polosa, Pontrandolfo, Portale, Rebaudo, Rendeli, Rescigno, Salvadori, Santucci, Santoriello, Sassatelli, Serritella, Silvestrelli, Spanu, Tagliamonte, Tortorella, Valchera, Zanovello