
Il convegno avrà luogo a Udine, Palazzo Caiselli, Sala del Tiepolo, Vicolo Florio 2/B, venerdì 21 ottobre 2016 dalle ore 10.00 alle ore 17.00
La presentazione dell’opera avrà luogo a Spilimbergo, Palazzo Tadea, Piazza Castello 4, presso gli spazi espositivi della Fondazione Ado Furlan resi disponibili dal Comune di Spilimbergo sabato 22 ottobre 2016 alle ore 11.00
Antonio Carneo, nato a Concordia Sagittaria nel 1637 e morto a Portogruaro nel 1692, è uno dei maggiori pittori friulani del Seicento.
Formatosi in ambito locale, si aggiornò ben presto sugli esiti della pittura veneziana coeva e sulle novità importate in laguna dalla compagnie dei cosiddetti “foresti”. Oltre che particolarmente sensibile alla lezione dei “tenebrosi” e alle relative tematiche – scene truci di uccisioni e/o morti auto inferte per le più diverse ragioni – , mostrò grande interesse anche per le istanze di carattere naturalistico proprie dei “pittori della realtà” e in primis del danese Monsù Bernardo, da cui egli riprese più di qualche spunto.
Dopo le prime affermazioni a Cordovado e dintorni, nel 1667 si trasferì a Udine, prendendo in affitto una casa di proprietà di Leonardo Caiselli il Vecchio, un mercante di origine bergamasca i cui figli Giovanni Battista e Leonardo (ascritti alla nobiltà udinese e dunque desiderosi di crearsi una quadreria adeguata al loro nuovo status sociale), sarebbero diventati i suoi più importanti committenti.
Durante la prolungata permanenza in Friuli, lavorò non solo per i Caiselli, ma anche per vari notabili dell’epoca, tra cui i conti Valentinis che nel corso degli anni Settanta del secolo affidarono all’artista l’esecuzione della “Prova del veleno”, oggetto della presente rassegna.
Dopo la mostra udinese del 1964 (Mostra del Bombelli del Carneo, Chiesa di San Francesco), l’opera è stata esposta in due sole altre occasioni: a Portogruaro nel 1995 (Antonio Carneo nella pittura veneziana del Seicento, Palazzo Vescovile) e a Roma nel 1998 (Scienza e miracoli nell’arte del ‘600, Palazzo di Venezia).
La cosiddetta “Prova del veleno”, eseguita presumibilmente nel corso dell’ottavo decennio del Seicento, è considerata a ragione uno dei capolavori del pittore Antonio Carneo.
Raffigurante un giovane che si comprime le viscere alla presenza di un gruppo di astanti che seguono con apprensione i suoi spasmi o cercano di soccorrerlo, essa è descritta ab antiquo con il titolo con cui è ricordata ancora oggi. Tuttavia, poiché difficilmente si tratta della rappresentazione di una generica scena di avvelenamento (provocato o autoindotto), viene da domandarsi se nell’episodio in questione l’artista non abbia voluto illustrare un personaggio ben preciso. Tra le proposte avanzate dagli studiosi, quella del giovane Mitridate che si sottopone alla prova del veleno allo scopo di immunizzarsi resta una delle più plausibili.
Oltre ad aver ispirato l’omonima tragedia di Racine (1673), i cui echi giunsero ben presto in Italia attraverso varie traduzioni e rappresentazioni teatrali, la figura del “re Veleno”, ossia dello stesso Mitridate – passato alla storia non solo per le guerre contro i Romani, ma anche per studi gli studi sulle sostanze venefiche e i relativi antidoti –, incontrò grande fortuna a livello musicale, come attestano le opere di Alessandro Scarlatti (1707) e di Wolfgang Amadeus Mozart (1770).
Eseguito su commissione della nobile famiglia Valentinis, che nel 1627 si era assicurata il possesso del castello di Tricesimo, il dipinto rimase in loco sino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, allorché fu immesso nel mercato antiquario. Acquistato da Italo Furlan nel 1968, attualmente appartiene alla Fondazione Ado Furlan, cui egli ha devoluto i propri beni.
FONDAZIONE
ADO FURLAN
PROGRAMMA
DEL CONVEGNO DI STUDIO
Udine, Palazzo Caiselli, Sala del Tiepolo
Vivolo Florio 2/B
Venerdì 22 ottobre 2016, ore 10.00
Saluto delle autorità
e introduzione ai lavori
Relatori
Caterina Furlan
Antonio Carneo e la Prova del veleno
Linda Borean
La morte per veleno nella pittura veneziana del Seicento
Elisabetta Francescutti
"E' una gioia seguire il suo pennello che trascorre veloce sulle imprimiture":
riflessioni sulla maniera di Antonio Carneo
Liliana Cargnelutti
La famiglia Valentinis tra Udine e Tricesimo
Venerdì 22 ottobre 2016, ore 15.30
Relatori
Stefano Magnani
Il veleno e l'antidoto. La figura di Mitridate tra scienza e tradizione antiche
Lorenzo Di Lenardo
La fortuna di Mitridate nei testi a stampa tra XVII e XVIII secolo.
Roberto Calabretto
Fonti e modelli del Mitridate di Scarlatti e Mozart.
Chiusura dei lavori e conclusioni