La Cunsta è in lutto per la prematura scomparsa di Alessio Monciatti, professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi del Molise; recentemente aveva accettato di partecipare a un convegno a Padova dedicato a Giotto che si terrà all’inizio di giugno, segno che la sua attività di studioso è rimasta viva, appassionata e attiva fino alla fine.
Dopo il diploma di maturità classica, conseguito ad Arezzo, si è laureato in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1996 e ha conseguito il perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha anche lavorato come ricercatore. La sua formazione e le sue ricerche si sono in seguito svolte in sedi prestigiose e di rilievo internazionale, quali l’École Normale Supérieure a Parigi, l’École Française de Rome, il Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, la Bibliotheca Hertziana – Max Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma e il Kunsthistorisches Institut in Florenz. Dal 2020 era distaccato presso l’Accademia dei Lincei e, in particolare, presso il Centro Linceo Interdisciplinare “Beniamino Segre”. È stato membro del collegio docenti del dottorato in Storia dell’arte presso l’Università di Roma “La Sapienza” e di quello della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Perugia. È stato, inoltre, accademico d’onore dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Si è occupato principalmente di arti figurative e letteratura artistica relativamente al periodo tardomedievale, focalizzandosi su alcuni nuclei tematici ben determinati, tra loro spesso interrelati: le vicende artistiche del Palazzo Vaticano nel Medioevo e delle altre residenze papali e cardinalizie a Roma e in Italia; l’arte del XIII e del XIV secolo, con riferimento specifico ai mosaici e alla pittura nell'Italia centrale e, in particolare, all’attività di Giotto, considerato anche per il tramite degli studi e delle esposizioni che lo hanno riguardato, prima fra tutte la mostra giottesca del 1937 a Firenze. Si ricordano al riguardo la sua monografia del 2010 Alle origini dell’arte nostra. La ‘mostra giottesca’ del 1937 a Firenze e quella recente, “E ridusse al moderno”: Giotto gotico nel rinnovamento delle arti, edita dal CISAM di Spoleto nel 2018. Si è, inoltre, interessato della formazione e della trasmissione dei modelli e dell'uso del disegno fra XII e XIV secolo, del rilievo di Vasari nel formarsi di una memoria e di una visione del Medioevo e, in tempi recenti, delle arti in Dante e per Dante. Nel quadro di queste ricerche, connesse all’anniversario dantesco del 2021, è stato curatore, insieme a Maria Luisa Meneghetti, della mostra Con gli occhi di Dante. L’Italia artistica nell’età della “Commedia”, tenutasi a Roma nel 2022 presso la Palazzina dell’Auditorio alla Farnesina. Ci lascia in eredità il suo recentissimo libro, Il nuovo nell’arte medievale. Temi, percorsi, rappresentazioni: non compensa la perdita della persona, del suo tratto di signorile cortesia e della sua apprezzata capacità di docente, ma rafforza in noi il ricordo vivo della sua tempra di studioso.