
Gli imponenti concorsi per docenti di storia dell'arte nella scuola superiore e per funzionari storici dell'arte nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ora in pieno svolgimento, stanno coinvolgendo molte migliaia di giovani, la maggior parte dei quali in possesso di titoli di studio e scientifici di alta qualificazione, e segnando in misura assai sensibile il destino loro e del nostro patrimonio culturale, vista la delicatezza delle figure professionali a bando. A tale riguardo la Consulta esprime forti perplessità e viva preoccupazione su metodo e merito delle procedure adottate per la selezione dei concorrenti - in particolare sulle tracce della prova scritta per insegnanti e il test preselettivo per funzionari - che così impostate mortificano preparazione e intelligenza di candidati di vasta cultura ed esperienza, suggellate da un curriculum formativo spesso di eccellente profilo. Condivide pertanto quanto lucidamente osservato dalla collega Lucinia Speciale nel sito dell'Associazione Bianchi Bandinelli (http://www.bianchibandinelli.
Ai docenti di discipline storico-artistiche dell’Università degli Studi di Torino.
Prof. Gianni Contessi
Prof. Fabrizio Crivello
Prof. Diego Elia
Dott.ssa Maria Beatrice Failla
Prof. Alessandro Morandotti
Prof.ssa Federica Rovati
Dott.ssa Giovanna Saroni
Dott.ssa Gelsomina Spione
Prof.ssa Piera Giovanna Tordella
Prof.ssa Franca Varallo
Torino, 29 agosto 2016
Gentili Professori,
ad oltre un anno dalle abilitazioni del TFA II per l’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole
superiori di II grado, ci è gradito aggiornarvi sulle ultime vicende di quel gruppo di aspiranti docenti
che, con impegno e professionalità, avete prima selezionato, poi formato e abilitato in ben due cicli
di TFA.
L’occasione è l’ormai prossima conclusione, con le imminenti prove orali, del cosiddetto
Concorsone, ulteriore prova di selezione impostaci per poter aspirare a una cattedra. Nuovo
sbarramento organizzato con il motivo ufficiale di sopperire alla mancanza di valore concorsuale
del TFA che pur ha previsto un concorso a tre prove per l’accesso (selezionando meno del 10%
dei candidati), diversamente dai percorsi di abilitazione precedenti che invece tale qualifica la
garantivano (SSIS).
Nonostante questa grave anomalia – contro cui già alcuni Senati accademici si sono da poco
ufficialmente pronunciati (Università di Bari Aldo Moro, Università di Palermo) – ci siamo sottoposti
all’ulteriore prova, “confortati” dagli annunci ministeriali che si sarebbero valutate esclusivamente
le competenze didattiche dando per scontate le già più che testate conoscenze dei contenuti.
In realtà eravamo già consapevoli che, se possibile, sarebbe stata ben più ardua che nei concorsi
del passato: il bando infatti – contraddicendo gli annunci ministeriali – prevedeva nuovamente la
preparazione su tutto lo scibile storico artistico, corredato di storiografia, museologia, museografia,
restauro, catalogazione, legislazione dei Beni Culturali, oltre tutte le discipline didatticopedagogiche
su cui eravamo già stati esaminati e valutati idonei dal TFA.
Ma soprattutto per appena 4 posti banditi in Piemonte erano previste 6 domande a risposta aperta
strettamente contenutistiche e disciplinari sia da inquadrare e trattare nello specifico (ancora!) sia
anche da definire programmaticamente all’interno di un percorso didattico; più 2 esercizi di
comprensione di un testo in lingua, ognuno con 5 quesiti. Il tutto per un totale di 150 minuti, quindi
circa 18 minuti a domanda, senza la possibilità di prendere appunti cartacei prima di completare la
risposta a computer. [in allegato i quesiti ufficiali per la classe di concorso di storia dell’arte]
Inoltre, purtroppo, nessuna griglia di valutazione è stata fornita prima del concorso per far luce sui
parametri con cui le commissioni avrebbero valutato le prove.
Ernesto Galli della Loggia viste le domande e la procedura ha definito questo concorso un
“tentativo di decimazione”. Il prof. Redi Sante Di Pol, presidente del corso di Scienze della
formazione primaria dell’Università di Torino, scrive di “quiz televisivo”. Andrea Sansò, professore
associato di Linguistica Generale all'Università dell'Insubria in una lettera aperta alla ministra
Giannini parla di “una prova concorsuale che non testa nulla”, così come Giuseppe Patota,
ordinario di linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Siena e Accademico della Crusca:
“questa prova non consente di testare in modo efficace le conoscenze disciplinari di ciascuno”.
Visti i risultati, il prof. Fabio Bocci del Dipartimento di Scienze della formazione a Roma Tre parla
di “débâcle di proporzioni gigantesche”. Solo per citare alcuni tra i tanti commenti pubblici.
Le valutazioni degli scritti sembrano confermare queste opinioni: in generale bocciature tra il 70%
e il 90% per tutte le classi concorso, mentre per lo specifico della classe di concorso di storia
dell’arte le bocciature per il Polo della Lombardia ammonta al 94%. Cioè tra i circa 290
candidati da Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna solo 18 candidati passano
all’orale. Dei 27 vostri allievi dei TFA I e TFA II, sono solo 2 gli ammessi.
Con la beffa finale che i docenti valutati non idonei saranno comunque chiamati tra poche
settimane a coprire posti per supplenze annuali: un organico precario che, si sa, ha costi minori
rispetto quello di ruolo.
In questi giorni, lo capirete, tutti noi ci interroghiamo: chi ha scritto le domande, come infatti chiede
Galli della Loggia? Come e da chi siamo stati valutati tanto severamente? È di dominio pubblico
che le commissioni d’esame si sono formate tardivamente e spesso in maniera raffazzonata, con
poca chiarezza su griglie di correzione e criteri di valutazione condivisi. Perché valutazioni tanto
divergenti? Per storia dell’arte al centro Italia passano il 45% dei candidati, al sud il 54%, al nord –
ripetiamolo – solo il 6%. A chi appartiene la colpa di questo fallimento? È banalmente la nostra
scarsa preparazione di studenti (del nord)? È l’insufficiente preparazione fornita del TFA? È una
discrepanza profonda tra quello che ci è stato insegnato al TFA o forse prima ancora durante i
corsi universitari, e quello che veniva valutato al concorso? È un problema più generale di
compartimentazione stagna tra sistema scolastico e sistema universitario? È solo una questione
politico-economica in cui la selezione di docenti preparati non c’entra nulla ma conta solo far
cambiar mestiere a quante più possibili “bocche da sfamare” statali?
Il senso della nostra lettera è tutto in queste domande. Non chiediamo a voi risposte, quanto
piuttosto, se fosse possibile, che vi faceste portavoce di questi dubbi.
Che anche voi come i vostri colleghi contribuiate con un cenno pubblico che – a titolo personale, di
nostri docenti TFA e/o del Dipartimento – chieda conto all’Usr, al Miur, a questo governo, del loro
operato. Chieda conto delle procedure e del vero senso politico e pratico di questo ennesimo
percorso valutativo che paradossalmente vuole ancora selezionare chi è già stato appena ieri
selezionato.
Un concorso che però non (ri)seleziona ma umilia, non premia ma punisce.
Chiediamo questo a voi, nostri docenti di storia dell’arte che ci avete seguito in un percorso
didattico duro, selettivo, arricchente, perché crediamo sia il momento di difendere pubblicamente
non noi o tantomeno la vostra professionalità, ma la vostra e la nostra disciplina. Un insegnamento
della storia dell’arte che sembra destinato a galleggiare appena tra le materie scolastiche della
scuola italiana, ridotto a orpello un po’ retrò con risibili monte ore, sempre meno cattedre, svuotato
di ogni significato didattico, applicazione interdisciplinare e potere di accrescimento della
personalità del cittadino.
In una sempre più netta sensazione generale di smantellamento dell’efficacia e del senso del
sistema scolastico, brucia ancor più l’ennesima umiliazione per una disciplina che oggi in questa
Italia, anche fuori dalle aule, vive forse la sua stagione più nera e difficile in virtù di una politica dei
beni culturali sempre più affossante.
Come nostri formatori, come storici dell’arte, come rappresentanti ufficiali di questo sistema
scolastico e universitario vi chiediamo di esprimere una voce pubblica.
Ringraziandovi ancora per i vostri preziosi insegnamenti e per il vostro esempio e
incoraggiamento,
porgiamo distinti saluti.
I docenti di storia dell’arte abilitati con TFA I e TFA II c/o l’Università degli Studi di Torino.
Laura Avesani
Chiara Bergamin
Rosa De Luca Bossa
Paola Caretta
Paola Cerato
Marilena Coletti
Dario Durante
Valentina Durante
Giulia Fassio
Laura Gallo
Stella Marinone
Eleonora Moretto
Miriam Panzeri
Orso Maria Piavento
Diego Peirano
Paola Picotto
Marco Rossati
Claudia Sandrone
Giacomo Sanna
Manuela Savioli
Daniela Sbaraglia
Sara Silva
Dario Spada
Alice Zatti